A cura del
Dott. Antonio Addis
Direttore dell’Ufficio Informazione sui Farmaci
Agenzia Italiana del Farmaco – Ministero della Salute
Uno degli elementi che sicuramente caratterizza la società moderna è la comunicazione. Non fosse altro che per i mezzi ed i progressi sviluppati recentemente. Purtroppo quegli stessi strumenti hanno avuto un’evoluzione che ha marciato con una velocità molto diversa rispetto alla nostra capacità di poter riempire quegli stessi mezzi di contenuti innovativi. A ciò si aggiunge la spesso ingannevole percezione che la comunicazione consista nel semplice trasferimento di informazioni che prescinde da un metodo indispensabile, invece, per poter far in modo che l’informazione venga assunta e usata correttamente. Quindi è sempre più semplice comunicare, ma non per questo siamo capaci di dire nuove cose in modo diverso e più efficace di come lo si faceva una volta.
Uno degli ambiti in cui questo fenomeno si registra con particolare frequenza e rilevanza è probabilmente la comunicazione tra medico e paziente. Quanti modi nuovi esistono perun paziente per mettersi in contatto con un operatore sanitario. Le fonti di informazione su cui è possibile perdersi – basti solo pensare ad internet – non si contano. Eppure, al di là della moltiplicazione dei mezzi comunicativi, rimane difficile trovare regole e metodo al corretto trasferimento delle informazioni. Gli strumenti di “counseling” che trasformino il paternalismo o l’eccessivo tecnicismo medico, giusto percitare alcuni errori tipici, in una parte concreta di assistenza. La corretta comunicazione si caratterizza invece per fare parte integrante della presa in carico di un paziente.
La medicina vive molto della sua storia nella comunicazione tra medico e paziente. Anche in questo ambito può però verificarsi la frustrazione di non riuscire a farsi intendere o di mancare del giusto linguaggio per far capire (e capire) il disagio, il dolore, e comunicare la diagnosi e la cura. Parlare di questo non è di per sé una novità tranne se non per un aspetto: aumentano le possibilità di trovare sempre nuove fonti da cui attingere informazioni, ma proporzionalmente ciò moltiplica i bisogni di avere consulenze interpretative.
Ben venga quindi un libro che ragioni in modo concreto sulle metodiche di comunicazione tra medico e paziente. Ciò che appare particolarmente convincente, poi, è il cercare di trasferire il metodo attraverso esempi concreti. Questo aiuta ancora di più a far capire che la corretta comunicazione è qualcosa di molto “pratico” e non solo teorico lasciato alla buona volontà dei più volenterosi e meglio predisposti.
Il medico – e l’operatore sanitario – sarà necessariamente sempre più sollecitato dai propri pazienti a sviluppare capacità di buon comunicatore. È bene attrezzarsi per tempo pensando non solo ai mezzi per fare questo, ma soprattutto ai contenuti ed al metodo con cui vorrà farlo.