A cura del
Prof. Claudio Giorlandino
Specialista in Ostetricia e Ginecologia
Direttore scientifico dell’Istituto Artemisia di Roma
Ogni giorno migliaia di pazienti entrano negli studi di migliaia di medici. E ogni giorno ciascun medico incontra decine di pazienti. In poche altre professioni si entra in contatto con una varietà umana pari a quella in cui si imbatte quasi quotidianamente il medico: varietà di sesso, di età, di status sociale, di condizioni fisiche e psicologiche. Sempre più spesso inoltre, negli ultimi anni, il medico è chiamato a confrontarsi anche con differenze etniche e culturali e a creare con esse un ponte di comunicazione che gli consenta di formulare diagnosi e definire trattamenti.
Pazienti diversi si comportano con il medico in modo diverso. In questa apparente ovvietà concettuale risiedono le basi della sfida che si pone di fronte ai medici della nostra epoca. Nella capacità di adattare il proprio modo di parlare, di muoversi e di agire alla peculiare esperienza di ciascun paziente c’è infatti la chiave della costruzione di un’intesa che porti a un’efficacia di risultati nei processi di recupero della salute.
Acquisire strumenti per un dialogo chiaro e diretto con i propri pazienti è tutt’altro che un’esigenza di secondaria importanza: la comunicazione anche emotiva del paziente e la sua collaborazione giocano un ruolo importante sia nelle fasi di indagine diagnostica, sia nel corso dei trattamenti terapeutici da somministrare. Riuscire a penetrare nella mente di un paziente che non proferisce parola e quindi collabora poco, perché attende il “responso” del medico sulle sue condizioni di salute, è un’abilità che di rado viene insegnata all’università, ma che il medico accorto sa di dover padroneggiare e coltivare. Allo stesso modo, deve saper estrapolare le informazioni utili dal fiume di parole di un paziente che non tace neanche un minuto, dall’inizio alla fine della visita.
Quando un medico ha le capacià di gestire questi due estremi – e quindi, tutte le loro possibili manifestazioni intermedie – il suo operato acquisisce un valore aggiunto in termini di efficacia e di miglioramento della compliance. Comunicazione Medico-Paziente ci fornisce utili strumenti per raggiungere questo obiettivo.