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Indice Libro
Introduzione
Dott. Antonio Addis
Dott. Giorgio del Mare
Prof. Maurizio Vanelli
Prof. Claudio Giorlandino
Parte 1
L’insoddisfazione del paziente e le azioni legali
Il fattore tempo
Il miglioramento della compliance
Parte 2
Il paziente: la sua esperienza e il suo linguaggio
Le generalizzazioni
Le cancellazioni
Le distorsioni
Tipologie di ascolto
I sistemi rappresentazionali e il linguaggio corrispondente
La comunicazione non verbale e le emozioni
La costruzione di un ponte di comunicazionetra il medico e il paziente
Parte 3
Conclusione
Indice Analitico
Bibliografia
Gli Autori
Alessio Roberti
Claudio Belotti
Luigi Caterino

Per informazioni contatta il numero: 05.43.41.40.88.

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e dalle 14.30 alle 17.30.

PARTE 1

PERCHÉ LA COMUNICAZIONE DEVE DIVENTARE
UNO STRUMENTO DI LAVORO DEL MEDICO

 

2. Il fattore tempo

Il paziente entra nell’ambulatorio, il medico ha i minuti contati. Oltre la porta, c’è una fila di altri pazienti... impazienti; di conseguenza la possibilità per il medico di prestare la dovuta attenzione ad ogni singola persona è limitata.

Questa scarsità del tempo a disposizione crea una condizione di rischio e di stress sia per il paziente che per il medico.

Secondo i risultati di uno studio condotto da Langewitz ecolleghi e pubblicato dal British Medical Journal nel 2002,

  • il medico interromperebbe il resoconto del paziente sui propri sintomi (o su quelli che quest’ultimo ipotizza siano sintomi) circa 22 secondi dopo che ha iniziato a raccontare;
  • sempre in base a questo studio, il 90% dei pazienti conclude spontaneamente il racconto entro 92 secondi e tutti entro i 2 minuti;
  • nello spazio intercorso tra i 22 e 92 secondi viene menzionato il 75% dei sintomi. Cioè, più il paziente parla dei suoi problemi, più gli vengono in mente informazioni nuove: se lo si interrompe quasi all’inizio, si rischia di perdere una gran quantità di indicazioni preziose.

A questi dati si aggiungono quelli emersi dagli studi più accreditati sulla comunicazione medico-paziente:

  • il 36% dei pazienti non ricorda le informazioni fornitedal medico riguardo alla prognosi e alla terapia (Ley,1979);
  • il 70% dei pazienti assume in modo scorretto i medicamenti prescritti (Ley, 1979);
  • i medici sottostimano il desiderio d’informazione dei pazienti nel 65% dei colloqui (Waitzkin, 1984);
  • nel corso di colloqui della durata media di 20 minuti,poco più di un minuto è dedicato a trasmettere infor-mazioni al paziente (Waitzkin, 1984).

La formula sembra semplice: se il medico avesse a disposizione più tempo e/o strumenti di comunicazione e ascolto più efficaci, la qualità della sua indagine migliorerebbe, e la sua comprensione delle informazioni fornitegli dal paziente sarebbe più completa e puntuale; di conseguenza, il paziente comprenderebbe meglio le spiegazioni e le indicazioni del medico e gli sarebbe più facile e naturale aderire alle terapie prescritte.

Una maggiore efficacia nella comunicazione consente al medico:

  • di raccogliere informazioni in quantità e qualità sufficienti;
  • di ridurre le possibilità di errore;
  • di lasciare il paziente con la sensazione di essere stato ascoltato e considerato come persona, oltre che come soggetto portatore di un disturbo o di una questione da risolvere;
  • di far sentire al paziente di essere stato assistito con attenzione e professionalità;
  • di far sentire al paziente che si può fidare del medico, e quindi credere in ciò che il medico suggerisce o prescrive.

In definitiva: uno degli obiettivi del sistema sanitario nazionale dovrebbe essere quello di mettere in condizione il medico di dedicare più tempo a ciascun paziente. Prima di allora, una chiave per migliorare la qualità dell’assistenza offerta dal medico, consentendogli di lavorare con più soddisfazione e di ridurre i problemi con i suoi pazienti, è avere a disposizione una serie di strumenti precisi che gli consentano una comunicazione più efficace.

L’intento di questo libro è fornire quegli strumenti linguistici e comportamentali che permettano una comunicazione più diretta e produttiva tra medico e paziente.

 

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